Quanto e come è cambiata la comunicazione digitale dal primo lockdown nazionale? Sarà un cambiamento permanente o momentaneo?

Sono questi gli interrogativi dei professionisti del settore (e non solo) circa le mutazioni (siamo in tema!) del mondo della comunicazione digitale.

Ricostruiamo quanto successo finora.

9 marzo 2020

Siamo consapevoli di quanto sia difficile modificare le nostre abitudini. Ma purtroppo non c’è tempo… Le nostre abitudini vanno cambiate ora… Sto per firmare un provvedimento che potrei definire così: Io resto a casa. Non ci saranno più zona rossa o zona 1 e zone 2, ci sarà solo l’Italia zona protetta.”

Queste le parole del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel decretare l’inizio del lockdown nazionale.

9 marzo 2021, un anno dopo

La comunicazione, alla luce del cambiamento repentino delle abitudini sociali, è dovuta cambiare.

Ha dovuto adattarsi sia al nuovo contesto ambientale, sia alle nuove modalità di fruizione dei contenuti e dei modi di comunicare.

La comunicazione digitale, nello specifico, è stata determinante perché da un lato ha permesso di abbattere i muri del distanziamento sociale e di mettere in contatto amici, parenti, colleghi e studenti; dall’altro lato, ha permesso alle più disparate attività di entrare nelle case degli italiani, un po’ come è successo per la TV negli anni ’60.

Il web, così, ha rivelato ancora di più la sua importanza e il suo “potenziale sociale”.

Ma non è stato tutto così facile.

Il registro della comunicazione digitale si è dovuto aggiornare: da una prima fase in cui la maggior parte delle attività ha smesso di comunicare, si è passati a messaggi rassicuranti, che ci hanno portato in un “mondo ideale” legato ai valori, allo storytelling, alla fiducia.

Il punto di svolta

La mossa vincente è stata quella di utilizzare un approccio che promuovesse un senso di comunità e positività.

In questa maniera, alcune attività, sfruttando il senso di appartenenza e fiducia risvegliato nei cuori degli utenti, hanno potuto continuare a lavorare, hanno potuto vendere i propri prodotti e servizi.

Il cambiamento, però, è non si è ancora assestato. Ancora oggi, ci troviamo davanti ad un momento di grande sperimentazione dal punto di vista comunicativo.

Una cosa è certa.

Strumenti e servizi performanti, ottimizzati e ben curati erano, sono e saranno sempre fondamentali per la buona riuscita di qualsiasi strategia comunicativa.

Un anno dopo, cosa possiamo ancora aspettarci?

La comunicazione digitale è cambiata, questo è certo.

Il Coronavirus, tuttavia, ci ha “regalato” un’opportunità incredibile.

Accelerare quel processo di apprendimento verso la comunicazione online, il mondo digitale e tutte quelle tecnologie che in questo anno ci hanno “salvato”, ma che, una volta usciti dal tunnel, potranno far ripensare all’online e alla comunicazione digitale con occhi nuovi.

Cercando di intervenire in tutte quelle situazioni in cui una comunicazione errata, un uso poco efficace delle tecnologie o una lacuna culturale a livello digitale possono lasciarci inchiodati in una posizione arretrata, mentre il mondo intorno a noi non ci aspetta e ci sorpassa senza scrupoli.

Qualche consiglio? Lo trovi nel nostro articolo “Come far ripartire i negozi nel dopo Coronavirus“.