Tra i progetti e le riforme incluse nel Recovery Plan, particolare importanza è data alla Digitalizzazione e Innovazione. Per queste aree di intervento, grande spazio di finanziamenti con investimenti e risorse che si assestano sui 50 miliardi.

Il Recovery Plan, ufficialmente denominato “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – #NextGenerationItalia” (PNRR), è un dettagliato programma relativo investimenti, risorse, mission, progetti e riforme che il governo intendere realizzare per rilanciare il Paese.

Il testo del Recovery Plan è suddiviso in 6 Missioni. Sei aree tematiche strutturali di intervento:

  1. Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura;
  2. Rivoluzione verde e transizione ecologica;
  3. Infrastrutture per una mobilità sostenibile;
  4. Istruzione e ricerca;
  5. Inclusione e coesione;
  6. Salute.

Cos’è la Digitalizzazione?

Quando parliamo di “digitalizzazione” o “trasformazione digitale” (“digital transformation” in inglese) ci riferiamo al cambiamento delle attività produttive, gestionali e manageriali che vengono riconvertite in un’ottica digitale.

Un cambiamento accolto da tutto il mondo ma che nel nostro Paese, in particolar modo per le PMI, non è sempre stato di totale apertura.

In Italia, le realtà imprenditoriali che sono riuscite ad effettuare la digital transformation sono poche, cola dell’imperante atteggiamento conservatore nei confronti dell’introduzione di nuove tecnologie.

E il Recovery Plan va proprio in questa direzione, spingendo le nostre realtà imprenditoriali in investimenti in Digitalizzazione e Innovazione.

Digitalizzazione e Innovazione

La Digitalizzazione e l’Innovazione assumono dunque un ruolo di importanza strategica, rappresentando circa il 20% degli investimenti totali, pari a circa 49,86 miliardi.

Come da ultimo aggiornamento del PNNR, il cui testo integrale trovi qui, gli obiettivi della Missione 1 sono:

  • digitalizzare la Pubblica Amministrazione (PA) con interventi tecnologici ad ampio spettro, ad esempio facilitando la migrazione al Cloud, e incisive riforme strutturali;
  • abilitare gli interventi di riforma della PA con investimenti in competenze e innovazione, promozione del merito e semplificazione dei procedimenti amministrativi, riduzione di tempi e costi;
  • sostenere gli interventi di riforma della Giustizia attraverso investimenti nella digitalizzazione e nella gestione del carico pregresso di cause civili e penali;
  • sostenere la transizione digitale, l’innovazione e la competitività del sistema produttivo, con particolare attenzione alle PMI, alle filiere produttive e alle competenze tecnologiche e digitali. Sono previsti incentivi agli investimenti in tecnologie all’avanguardia, in ricerca, sviluppo e innovazione, e in competenze digitali e manageriali con il nuovo piano per la Transizione 4.0;
  • dotare tutto il territorio nazionale di connettività ad alte prestazioni (Fibra, FWA, 5G), adattando il quadro normativo in modo da facilitarne l’implementazione;
  • investire in infrastrutture satellitari per il monitoraggio digitale a tutela del territorio e ingenerale nell’economia dello spazio e nelle tecnologie emergenti;
  • rilanciare i settori turismo e cultura quali settori strategici per il Paese, con investimenti orientati alla digitalizzazione e alla sostenibilità ambientale e interventi di valorizzazione dei siti storici e di miglioramento delle strutture turistico-ricettive. Si punta anche a rafforzare l’istruzione professionale, in particolare il sistema di formazione professionale terziaria (ITS) e l’istruzione STEM, con una forte priorità sulla parità di genere.

Investire in Digitalizzazione e Innovazione è sempre un’ottima scelta.

Un investimento certo e che proietta la propria realtà nel futuro.

Lasciati consigliare dai nostri esperti, contattati pure qui.